Aristotelis Zervos
Aristotelis Zervos, direttore editoriale di 2B Advice, unisce competenze giuridiche e giornalistiche in Protezione dei dati, IT-Conformità e la regolamentazione dell'IA.
Il progetto Legge sulla correttezza digitale (DFA) dell’Unione europea mira a creare una base giuridica armonizzata per vietare le tecniche di progettazione manipolative negli ambienti digitali (i cosiddetti «dark patterns»). L’obiettivo è proteggere i consumatori da inganni, influenze e manipolazioni psicologiche. Allo stesso tempo, si intendono stabilire requisiti chiari e uniformi per le imprese. Il DFA si inserisce nell’attuale quadro normativo dell’UE e integra atti giuridici quali il Legge sui servizi digitali (DSA)che Direttiva sulle pratiche commerciali sleali (UCPD) e il Direttiva sui diritti dei consumatori.
Concetto e manifestazioni dei modelli oscuri
Modelli scuri sono modelli di progettazione delle interfacce utente specificamente pensati per influenzare o rendere più difficili le decisioni degli utenti. Possono presentarsi in diverse forme, ad esempio:
- „Roach Motel“: Iscrizione semplice, ma disiscrizione o disdetta complesse.
- Finta urgenza: Contatori alla rovescia o avvisi del tipo „ne restano solo 2“ privi di fondamento reale.
- Confermare la vergogna: espressioni che esercitano una pressione emotiva sull'utente („No, non voglio risparmiare“).
- Costi nascosti: I costi aggiuntivi vengono visualizzati solo nell'ultima fase dell'ordine.
- Assillo: Finestre pop-up ripetute e fastidiose volte a imporre una determinata azione.
Queste pratiche non sono problematiche solo dal punto di vista etico. Possono anche violare le norme vigenti in materia di tutela dei consumatori e di protezione dei dati.
Il contesto normativo del Digital Fairness Act
La normativa vigente a livello dell'UE è costituita da diversi atti giuridici e risulta pertanto disomogenea.
Il POLIZIA DI STATO pur contenendo divieti relativi a pratiche commerciali ingannevoli o aggressive, non fornisce tuttavia una definizione esplicita dei “dark patterns”.
Il DSA si rivolge principalmente alle piattaforme online di grandi dimensioni, tralasciando gli operatori più piccoli.
Il GDPR ha un'applicazione limitata, ad esempio nella definizione di consensi efficaci, ma non copre tutti i casi d'uso.
Nell'ambito del suo "Fitness Check" dell'ottobre 2024, la Commissione europea ha rilevato che i consumatori non sono ancora adeguatamente protetti contro gli elementi di design manipolativi, nonostante le normative esistenti. La legge sulla correttezza digitale intende colmare queste lacune, creare una base giuridica standardizzata in tutta l'UE e Definizioni e divieti su alcuni modelli di progettazione per garantire una maggiore protezione dei consumatori nello spazio digitale.
Contenuto del Digital Fairness Act
Il DFA prevede un ampio ventaglio di misure volte a impedire sistematicamente le pratiche manipolative negli ambienti digitali e a stabilire uno standard uniforme nel mercato interno.
Gli elementi centrali sono una definizione precisa e vincolante a livello dell’Unione del termine „dark patterns“, nonché la loro classificazione in base al grado di gravità, al funzionamento e al potenziale impatto sul comportamento decisionale degli utenti. Tale classificazione dovrebbe facilitare alle autorità l’identificazione e la sanzione più rapida delle violazioni.
Sono espressamente vietate alcune pratiche particolarmente dannose, quali l’ostacolare intenzionalmente le procedure di risoluzione del contratto, l’occultamento o la falsa rappresentazione dei costi, la creazione di un’urgenza artificiale o la pressione emotiva volta a indurre determinate decisioni.
I fornitori di servizi digitali devono progettare le proprie interfacce utente in modo tale che la stipula dei contratti, il conferimento dei consensi e altre dichiarazioni giuridicamente rilevanti possano avvenire in modo chiaro, inequivocabile e senza ostacoli nascosti. Ciò include anche l’obbligo di consentire la disdetta o la risoluzione del contratto con una procedura altrettanto semplice quanto quella di stipula, ad esempio tramite una funzione „One-Click-Cancellation“ ben visibile.
Il progetto dedica particolare attenzione alla tutela dei minori: i fornitori i cui servizi sono rivolti a questa fascia di utenza o che tipicamente la raggiungono devono attuare misure di protezione aggiuntive per impedire incentivi manipolatori e influenze mirate.
Inoltre, il DFA stabilisce obblighi dettagliati in materia di documentazione e prova, in base ai quali le imprese devono dimostrare in che modo i propri elementi strutturali siano conformi ai requisiti di legge. Tali prove hanno lo scopo di consentire alle autorità di vigilanza un controllo e un’applicazione efficaci delle norme.
Stato e calendario del processo
La procedura legislativa attualmente prevede che la Commissione europea 17 luglio 2025 un pubblico Consultazione che è iniziato fino a 9 ottobre 2025 è in corso. La proposta di legge definitiva dovrebbe essere presentata nel terzo trimestre del 2026. Successivamente è previsto un periodo di transizione per consentire alle aziende di adeguare le proprie offerte digitali.
Suggerimento di lettura: Destinatari dell’EU Data Act: chi è interessato e quali sono gli obblighi previsti?
Il Digital Fairness Act e le conseguenze per le imprese
Per le aziende, il Digital Fairness Act comporta un significativo inasprimento dei requisiti per la progettazione delle interfacce utente e dei processi di marketing. Sarà necessario adattare le presenze online esistenti a Conformità coinvolgere strettamente i reparti di progettazione e marketing nelle valutazioni legali, fornire prove di conformità ai nuovi requisiti e, se necessario, adattare radicalmente le strategie di ottimizzazione della conversione esistenti. Le violazioni potrebbero essere sanzionate con multe consistenti, il cui importo potrebbe variare come indicato nel documento GDPR potrebbe basarsi sulle vendite annuali.
Il Digital Fairness Act rappresenta quindi un passo significativo nella regolamentazione europea in materia di consumatori e mercati. Esso mira non solo a rafforzare la tutela degli utenti dalle pratiche digitali sleali, ma anche a garantire condizioni di concorrenza eque per le imprese. Per i fornitori di servizi digitali è consigliabile seguire da vicino gli sviluppi e iniziare fin da ora a verificare l’adeguamento giuridico e progettuale dei propri prodotti digitali, al fine di essere preparati per tempo alle future disposizioni.
Consigli pratici: Come le aziende si stanno preparando al Digital Fairness Act
1. Verificare che la progettazione UX e UI non comporti rischi legati ai dark pattern
Eseguire un'analisi completa Audit dei vostri siti web, app e negozi online. Identificate gli elementi di design che potrebbero essere classificati come modelli di manipolazione, come complicati processi di cancellazione, informazioni fuorvianti sull'urgenza o costi nascosti.
2. Interdisciplinare Conformità-Coinvolgere i team
Coinvolgere l'ufficio legale, il responsabile della protezione dei dati e il designer UX, Marketing e IT insieme nella revisione. Ciò garantisce l'armonizzazione dei requisiti legali e della facilità d'uso.
3. Utilizzare un linguaggio chiaro e comprensibile
Controllate tutti i testi relativi alle procedure di ordine, registrazione e disdetta. Evitate di esercitare pressioni emotive, formulazioni ambigue e gergo tecnico.
4. Semplificare le procedure di risoluzione del contratto
Attivate una funzione di „cancellazione con un clic“ o una soluzione altrettanto semplice per rescindere contratti e abbonamenti.
5. Preparare la documentazione giustificativa
Documentate le modifiche apportate ai progetti UX e ai processi. Registrate le modalità con cui sono state prese le decisioni e valutati i rischi, in modo da poter dimostrare, in caso di verifiche o reclami, che non vengono utilizzati i cosiddetti “dark pattern”.
6. Misure di protezione specifiche per i minori
Verificate se i vostri prodotti o servizi sono rivolti ai minori e implementate ulteriori meccanismi di protezione per evitare manipolazioni mirate.
7. Adeguarsi tempestivamente alla nuova situazione giuridica
Approfittate dell'attuale fase di consultazione per inviare un feedback alla Commissione europea. Prevedete le risorse necessarie per l'attuazione delle modifiche previste.
Suggerimento per il collegamento: Consultazione pubblica sul Digital Fairness Act
Aristotelis Zervos è direttore editoriale di 2B Advice, avvocato e giornalista esperto di protezione dei dati, GDPR, IT-Conformità e la governance dell'IA. Pubblica regolarmente articoli approfonditi sulla regolamentazione dell'IA, GDPR-Conformità e la gestione dei rischi. Per saperne di più su di lui, visitate il suo Pagina del profilo dell'autore.





