La Commissione europea ha inflitto a Meta un'ammenda pari a 797,72 milioni di euro. L’azienda ha violato le norme antitrust dell’UE collegando il proprio servizio di annunci online Facebook Marketplace al proprio social network Facebook e imponendo condizioni commerciali inique ad altri fornitori di servizi di annunci online.
Facebook Marketplace è fonte di polemiche
Nel giugno 2021 la Commissione ha avviato un procedimento formale in merito a possibili comportamenti anticoncorrenziali da parte di Facebook. Nel dicembre 2022 la Commissione ha inviato una comunicazione degli addebiti a Meta, alla quale la società ha risposto nel giugno 2023.
L'indagine della Commissione ha dimostrato che Meta è attiva sul mercato dei social network personali. Reti, che comprende almeno lo Spazio economico europeo (SEE), nonché sui mercati nazionali della pubblicità display onlinePubblicità occupa una posizione dominante sui social media.
In particolare, la Commissione ha constatato che Meta ha abusato della propria posizione dominante, violando così l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). L’articolo 102 del TFUE e l’articolo 54 dell’Accordo SEE vietano l’abuso di posizione dominante.
Sebbene una posizione dominante non sia di per sé vietata dalla normativa antitrust dell’UE, le imprese dominanti hanno tuttavia una responsabilità particolare, in quanto non devono abusare della loro forte posizione di mercato limitando la concorrenza nel mercato in cui detengono una posizione dominante o in altri mercati.
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Meta abusa della sua forte posizione di mercato nell'UE
A seguito dell'indagine, la Commissione UE accusa Meta dei seguenti abusi:
- Integrazione del proprio servizio di annunci online Facebook Marketplace con il proprio social network Facebook: grazie a tale integrazione, tutti gli utenti di Facebook hanno automaticamente accesso a Facebook Marketplace, che viene loro mostrato regolarmente, che lo vogliano o meno. La Commissione ha constatato che i concorrenti di Facebook Marketplace potrebbero essere così esclusi dal mercato, poiché grazie a tale integrazione Facebook Marketplace ottiene un notevole vantaggio commerciale che gli altri operatori non sono in grado di compensare.
- L'imposizione unilaterale di condizioni commerciali inique ad altri fornitori di servizi di annunci online che pubblicizzano sulle piattaforme di Meta, in particolare sui popolarissimi social network Facebook e Instagram: in questo modo Meta può utilizzare i dati pubblicitari generati da altri inserzionisti esclusivamente a vantaggio di Facebook Marketplace.
Meta deve pagare una multa di 797,72 milioni di euro
La Commissione ha ordinato a Meta di porre effettivamente fine a tali comportamenti e di astenersi in futuro dal ripetere tali comportamenti abusivi o dall’adottare comportamenti con finalità o effetti simili.
La multa di 797,72 milioni di euro è stata comminata sulla base del Linee guida della Commissione per la determinazione delle ammende a partire dal 2006.
Nel determinare l’ammontare dell’ammenda si è tenuto conto della durata e della gravità dell’infrazione, nonché del fatturato di Facebook Marketplace relativo all’infrazione, sulla base del quale viene calcolato l’importo di base. La Commissione ha tenuto conto anche del fatturato complessivo di Meta, al fine di garantire che l’ammenda abbia un effetto sufficientemente dissuasivo su un’impresa dotata di risorse così ingenti come Meta.





