Con l'AI Act, gli Stati membri dell'UE hanno approvato la prima legge al mondo sulla regolamentazione dell'IA. I regolamenti più importanti in sintesi.
Legge sull'AI prima legge sull'AI a livello mondiale
Il 21 maggio 2024 il Consiglio dei 27 Stati membri dell’UE ha adottato l’AI Act come quadro normativo uniforme per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’Unione europea. L’AI Act rappresenta quindi il primo quadro normativo completo al mondo per Intelligenza artificiale.
„Con l’AI Act, l’UE dispone ora di una solida base per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, che infonde fiducia e favorisce l’accettazione di questa tecnologia, consentendo al contempo l’innovazione ‚made in Europe‘“, spiega il governo federale in un comunicato.
L’AI Act stabilisce che le applicazioni di IA non possano essere utilizzate in modo improprio. Deve essere garantita anche la tutela dei diritti fondamentali. D’altra parte, la scienza e l’economia hanno bisogno di spazio per innovare. Per questo motivo, l’AI Act adotta un cosiddetto „approccio basato sul rischio“. Ciò significa che quanto più elevato viene valutato il rischio di un’applicazione, tanto più severe sono le disposizioni.
La legge sull'AI riconosce quattro gruppi di rischio
La legge sull'IA classifica pertanto le applicazioni di IA in quattro gruppi di rischio:
- rischio inaccettabile
- Alto rischio
- rischio limitato
- rischio basso o nullo.
Le applicazioni con il livello di rischio più basso possono essere utilizzate senza limitazioni. Ne sono un esempio i filtri antispam nelle caselle di posta elettronica o le applicazioni di intelligenza artificiale nei videogiochi o nell'elettronica di consumo.
Applicazioni AI vietate
Un rischio inaccettabile è rappresentato, ad esempio, dai sistemi di intelligenza artificiale che possono essere utilizzati per influenzare in modo mirato il comportamento delle persone e manipolarle. Essi sono vietati, così come il „social scoring“ basato sull’intelligenza artificiale, ovvero l’assegnazione di punti per comportamenti desiderati.
Le nuove norme vietano inoltre determinate applicazioni di intelligenza artificiale che mettono a rischio i diritti dei cittadini. Tra queste figurano, tra l’altro, la classificazione biometrica basata su caratteristiche sensibili e l’acquisizione indiscriminata di immagini facciali da Internet o da telecamere di sorveglianza per alimentare banche dati di riconoscimento facciale. In futuro saranno vietati anche i sistemi di riconoscimento facciale sul posto di lavoro e nelle scuole.
Obblighi relativi ai sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio
Sono previsti determinati obblighi anche per altri sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, poiché questi possono rappresentare un pericolo significativo per la salute, la sicurezza, i diritti fondamentali, l'ambiente, la democrazia e lo Stato di diritto.
Sono considerati sistemi ad alto rischio, tra l’altro, i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nei settori delle infrastrutture critiche, dell’istruzione e della formazione professionale o dell’occupazione. Sono considerati ad alto rischio anche i sistemi di IA utilizzati per servizi fondamentali, sia privati che pubblici, ad esempio nel settore sanitario o bancario, in determinati ambiti delle forze dell’ordine, nonché in relazione alla migrazione e alla protezione delle frontiere, alla giustizia e ai processi democratici (ad esempio per influenzare le elezioni).
Per tali sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio vige l'obbligo di registrazione (art. 49 della Legge sull'intelligenza artificiale).
Inoltre, in futuro i cittadini dell’UE avranno il diritto di presentare reclamo contro le decisioni prese sulla base di sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio che ledano i loro diritti.
Obbligo di trasparenza per le applicazioni di intelligenza artificiale
Esiste inoltre un obbligo di trasparenza. I contenuti generati o modificati artificialmente (audio, immagini, video) devono essere chiaramente identificati come tali.
Inoltre, i sistemi di intelligenza artificiale di uso generale e i modelli su cui si basano devono soddisfare determinati requisiti di trasparenza. Tra questi figurano il rispetto della normativa dell’UE in materia di diritto d’autore e la pubblicazione di sintesi dettagliate dei contenuti utilizzati per l’addestramento.
Per i modelli più potenti, che possono comportare rischi sistemici, in futuro si applicheranno requisiti aggiuntivi: sarà infatti necessario effettuare valutazioni dei modelli, nonché valutare e mitigare i rischi sistemici. Inoltre, è previsto l’obbligo di segnalazione degli incidenti.
Sanzioni nei confronti delle imprese in caso di violazioni
Le violazioni possono essere sanzionate (art. 99 Ai-Act). A seconda della gravità della violazione, possono essere inflitte ammende fino a 35 milioni di euro o fino al 7% del fatturato annuo globale dell'esercizio precedente, a seconda di quale dei due importi sia maggiore.
Gli Stati membri dell'UE devono ora recepire l'AI Act nella legislazione nazionale.





